Restyling di siti internet: un’opportunità e non un problema
Davide 15 novembre 2012A distanza di dieci anni dall'esplosione della bolla di internet del 2001 molte aziende si ritrovano con il “problema” del restyling del sito web. Nel corso di questi dieci anni molte tecnologie si sono evolute, la banda è diventata sempre più larga, ma soprattutto è cambiato il mercato di Internet, che si è evoluto dall'”avere un sito internet” all'”usare un sito internet“.
Il restyling di un sito internet è un problema perché, nella migliore delle ipotesi, l'abbiamo pagato ancora in lire e magari l'abbiamo pagato una cifra intorno al milione di lire. Nella peggiore delle ipotesi è stato realizzato negli ultimi anni e allora possiamo aver speso una cifra che va dai 500 euro se è stato fatto da un freelance o da un amico o anche qualche migliaio di euro se è stato realizzato da una web agency. Le cause che frenano le aziende a prendere la decisione di rivedere grafica e web-marketing per la propria presenza online sono fondamentalmente due: la prima è perché oggi, momento in cui Internet potrebbe essere un buon modo per far evolvere il proprio business, molti pensano di non potersi permettere l'investimento per il proprio progetto di restyling. La seconda è che, scottati dalla prima esperienza con il fornitore, non credono che si possa realmente utilizzare la presenza in rete per sviluppare il proprio business.
Secondo i più attuali parametri per la creazione di un sito internet moderno, e quindi con cui lavorare, instaurare delle relazioni con utenti, clienti, fornitori etc, i siti realizzati in passato possono non essere ottimizzati per i moderni parametri di indicizzazione di google e non utilizzabili per le moderne strategie di web-marketing. Le ragioni possono essere diverse:
- sono composti da una singola pagina (il famoso sito vetrina)
- sono composti da più pagine ma mancano dei contenuti interessanti e utili per gli utenti e di conseguenza per i motori di ricerca come Google
- sono realizzati con tecnologie, flash per esempio, che danno un aspetto accattivante al look del sito ma non favoriscono l'indicizzazione
- sono stati abbandonati per anni e quindi non hanno instaurato relazioni con altre realtà Internet
A controbilanciare gli aspetti negativi possiamo comunque trovarne di positivi e, se andiamo ad analizzare bene, nemmeno pochi. Anche solo l'essere stati lungimiranti molti anni fa ed aver creduto nella presenza in rete pubblicando il proprio sito, può tornare utile anche se fino ad oggi non è stato così. Anche in questo caso possiamo fare diversi esempi:
- abbiamo già un pagerank dovuto all'anzianità del nostro dominio
- abbiamo già delle pagine indicizzate all'interno delle quali andremo ad aggiungere contenuti interessanti
- abbiamo già una base di relazioni con altri siti sulla quale costruire la nostra strategia di popolarità
- abbiamo già un infrastruttura sulla quale appoggiare il nostro sito della quale conosciamo i costi
Questi due elenchi non sono esaustivi, ma danno uno spaccato abbastanza vicino alla realtà della situazione delle piccole e medie imprese italiane. Fare il restyling di un sito effettuando una buona analisi preliminare vuol dire partire già con una base più o meno buona che ci permetterà di ottenere dei risultati più veloci rispetto al partire con una pubblicazione da zero. Infatti ci permetterà di ottimizzare l'investimento sulla parte tecnica e di pianificare un investimento di marketing online che inizi a portare dei risultati concreti per il raggiungimento di nuovi clienti, la realizzazione di nuove vendite e per l'evoluzione della nostra immagine e del nostro brand in rete.
Se sei un'azienda di Torino contattaci per una consulenza gratuita: ti faremo un preventivo di investimento per il restyling del tuo sito e potresti scoprire che iniziare a sfruttare le potenzialità di Internet per la tua attività magari non ti costa tanto come ti aspetteresti.
