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Social Network: verso la fine dell’hype? Commenti alla ricerca di Ignite Social Media

Davide 29 novembre 2012

Social Network: ne sentiamo parlare continuamente e, che ci piaccia o meno, la nostra vita è influenzata da essi. Secondo i media tradizionali sono pericolosi luoghi di perdizione, in cui è possibile incontrare criminali pericolosissimi, secondo i nostri compagni delle elementari, si è amici solo se ci si connette attraverso un social network, per altri sono una vetrina, per qualcuno la nuova frontiera del corteggiamento.

Se nella quotidianità i social network, ed in particolare uno, ovvero Facebook, sono diventati una realtà con cui doversi confrontare per non essere “esclusi” (il vecchio meccanismo di esclusione dal gruppo di amici, al grido di ” se non mi aggiungi su Facebook, allora vuol dire che non vuoi essermi amico”, uno degli affronti peggiori nel mondo dei nuovi media) e per riuscire ad identificarsi univocamente in un contesto sociale allargato, a compensare l'individualismo che caratterizza sempre di più la vita reale, per chi si occupa di webmarketing, i social network sono la nuova frontiera della pubblicità online, sia in positivo che in negativo.

Recenti pubblicazioni dimostrano come sia semplice falsare i dati relativi a fan (Facebook) o followers (Twitter) e come, soprattutto nel caso di Facebook, ci siano alcuni punti oscuri su quelli che sono i reali costi di azioni di webmarketing che, spesso, vengono presentate ai clienti a costo zero. Insomma, anche nel mondo di chi è abituato a lavorare con gli strumenti del web, i Social Network rappresentano qualcosa di controverso, ma irrinunciabile.

Oggi vi presentiamo i risultati della ricerca annuale di Ignite Social Media sull'analisi dei social network, analisi che si concentra su una serie di siti e sui loro utenti per individuarne caratteristiche anagrafiche e comportamenti.

Uno dei dati più interessanti che emerge è quello relativo all'“average social network search interest” che potremmo tradurre come l'interesse medio mostrato nei confronti dei social network. Come mostra il il grafico, dopo un periodo di crescita costante tra il 2005 ed il 2009, a partire dal 2010 il livello si è mantenuto sostanzialmente costante. Questo dimostra, da un lato come l'hype sul web si sia in realtà già consumato e si sia ormai raggiunto un livello estremamente stabile di interesse e partecipazione sui social media, dall'altra come quelli che vengono visti come mezzi pubblicitari in costante crescita (e quindi con costantemente crescenti opportunità di business) in realtà non lo siano, e da diversi anni.

Se dal punto di vista del genere i social media (visti nel loro complesso) sono uno di pochi contesti in cui la parità tra uomini e donne trova il suo compimento, con un perfetto 50% di presenza femminile e 50% di presenza maschile, più interessanti sono i dati relativi all'utilizzo dei social media per età.

Nella fascia di età dei più giovani (0 – 17) i social media che trionfano sono Habbo (storico, nato nel 2000, mix bidimensionale fra Sims e Second Life, adolescenziale per vocazione), IMVU (nato nel 2004, una sorta di Second Life con avatar 3D e funzioni di chat, per qualcuno adolescenziale e basta, per altri tendenzialmente emo), Kaixin001 (clone cinese di Facebook, il preferito dalla popolazione cinese) e, in misura minore, Bebo (nato nel 2005, orientato al blogging ultra decorato ed ai video, sistemi di comunicazione amati dagli adolescenti). Insomma i più giovani sembrano prediligere strumenti semplificati di chat o strumenti che tendono a ricordare i cari vecchi diari scolastici che tutti abbiamo avuto. In alternativa sistemi come Habbo, in qualche modo simili ad un videogioco e dotati della medesima logica.

Interessante osservare la fascia oltre i 65 anni. Qui trionfano Plaxo (lanciato nel 2002 come rubrica online, offre funzione base di social networking. Molto serio e molto semplice da usare), Newsvine (non un vero e proprio social network, ma più una piattaforma di social bookmarking e citizen journalism), Wayn (acronimo per Where Are You Now, nato nel 2005: un social network dedicato alle esperienze di viaggio) e Yelp (sito di social sharing a tema ristoranti, locali, mostre ad attività da fare nella propria città nato nel 2004).

 

 

La top ten dei social network per le donne vede trionfare Pinterest, che si sta sempre più affermando come uno dei principali luoghi di aggregazione a carattere prettamente visivo. Il fatto che sia particolarmente amato dal pubblico femminile è strettamente legato alla creazione di gruppi di interesse basati sulle immagini. A sorpresa il social network vincitore in ambito maschile è Dribbble, che a dispetto del nome che potrebbe indurre a pensare a temi sportivi, si colloca a livello di aspetto sullo stesso piano di Pinterest, ma è più orientato all'ambito lavorativo e di design professionale.

Interessante osservare quali siano i social network in crescita e quali invece sembrino condannati ad un inarrestabile declino.

I cinque social network che registrano la maggiore crescita sono Twitter, Tumblr, Linkedin, Pinterest e Reddit. Escludendo Reddit, che resta, di fatto più un sito di social Sharing che un sito di vero e proprio social networking, è estremamente interessante osservare come i due siti con la crescita più evidente, ovvero Twitter e Tumblr, abbiano come caratteristica di base una comunicazione veloce, immediata e priva di fronzoli. Insomma, parrebbe che gli utenti si stiano orientando verso un modello di “fare network” meno barocco ed invasivo di Facebook ed in cui sentirsi più “a casa propria”.

Linkedin rappresenta un caso a parte: social network dedicato al lavoro, cresce soprattutto grazie a delle integrazioni nettamente social, come la possibilità di condividere notizie, flussi rss o di creare pagine aziendali molto complete. Non per nulla è uno dei principali siti utilizzati per coltivare le proprie conoscenze lavorative e di business.

I cinque social network che registrano un maggiore declino sono Taringa, Digg, Bebo, Friendster e MySpace. Non parleremo di Taringa, esperimento di social collaboration di matrice ispanica, ma è interessante notare il declino di due siti: Digg e MySpace. Il primo è stato per anni il modello per il social sharing ed il social bookmarking, con un picco di celebrità nel 2006 (era il momento del Web 2.0) ma oggi vede le proprie frequentazioni diminuire drasticamentete mese dopo mese, segno del fatto che gli utenti prediligano modelli di condivisione meno “grezzi” e più creativi, come per esempio pinterest. MySpace è il predestinato al fallimento per antonomasia. Mix fra un social network dedicato alla musica in generale ed un luogo di aggregazione per adolescenti, ha perso molto del suo fascino e della sua rilevanza di anno in anno, sostituito in parte da Facebook, in parte da Youtube.

Quello che più colpisce nell'osservare la ricerca di Ignite Social Media è il fatto che i consumi degli utenti web in termini di Social Network non siano così banalmente ridotti a Facebook, come spesso si pensa, soprattutto in un ambito ristretto come quello italiano (del resto l'Italia è fra i primi 20 paesi per quanto riguarda l'utilizzo proprio di Facebook), ma che esista un mondo di social network e di meccanismi di aggregazione più puntuali, mirati e frequentati. Del resto, la vita di un sito è quasi sempre caratterizzata da un Hype cui segue un momento di stabilità, ed un successivo più o meno processo di caduta.

E' estremamente probabile che questo sia applicabile non solo al singolo sito, ma anche ad un “genere” di siti come, per esempio i social network, che vedrebbero consumarsi proprio in questo momento il periodo di stabilità successivo all'Hype e precedente alla caduta. Difficile stabilire se ci sarà un declino del “genere social network”, data la natura prettamente sociale del web stesso, ma è facile prevedere l'emersione di nuovi modelli di aggregazione nei prossimi tempi. Pinterest è probabilmente il primo esempio di una nuova generazione di Social Network: resta da vedere se si tratti davvero del modello destinato a vincere.

Per chi volesse approfondire la ricerca di Ignite Social Media, ecco tutto il materiale.

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Davide
Davide

La mia passione e il mio interesse per internet nascono nel lontano 1998 quando, lavorando per una società di organizzazione di eventi, me ne andavo in giro per l'Italia ad organizzare presentazioni di nuovi modelli di automobile e ad allestire gazebi per pubblicizzare note marche di birra o di prodotti di bellezza. Ai tempi del mitico sito di vendita di prodotti per lo sport, "giacomellisport" ho pubblicato con il contributo di due amici un sito di vendita online di prodotti sportivi della Mizuno, coronando nel contempo il sogno di laurearmi in Scienze della Comunicazione (senza lode, per chi ci tiene particolarmente). Nel 1999, frequentando con ottimi risultati il "Master in marketing e comunicazione" presso l'Unione Industriale di Torino, uno dei relatori con un buon occhio per i giovani promettenti mi presenta ad una società che si occupa di internet e di nuove tecnologie applicate al marketing e nel 2000 inizio a lavorare a tempo pieno per quello che mi ha sempre appassionato. Per i successivi sei anni ho avuto l'opportunità di lavorare a stretto contatto con grandi società del mondo internet e del mondo delle comunicazioni come MSN e Kataweb, e con grandi gruppi editoriali come il "Gruppo l'espresso". Ho partecipato all'organizzazione di eventi fieristici del settore internet come SMAU Milano. Mi piace il contatto con il pubblico ed il confronto su tutto quello che è nuovo e su tutto quello che è vecchio ma che è collaudato e funziona. Ho svolto tanta attività commerciale e sono entrato in contatto con tante realtà grandi (FIAT per fare nomi conosciuti) e piccole, ognuna con i suoi problemi e le sue specificità. Ho fatto consulenza per realizzazione di siti istituzionali, per grandi soluzioni per l’e-commerce, ma anche per la gestione della parte di webmarketing. Ho seguito, con specialisti del settore, attività di SEO, progettazione e gestione di campagne SEM, progettazione e gestione di strategie di posizionamento sui motori di ricerca utilizzando canali di social marketing e communities online per la brand e product awareness. Nel 2010 ho fondato la società Ktop con l'obiettivo di poter utilizzare quello che ho imparato in più di dieci anni di internet e marketing online scegliendo gli interlocutori i partner e le strategie in armonia con il mio pensiero e non con il pensiero di "accalappiare" un cliente costi quello che costi. Vedi tutti gli articoli per Davide →

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